L’errore dell’e-commerce: I° Convegno sul commercio elettronico italiano
Venerdì 2 Febbraio 2007Sabato 27 gennaio si è svolto il I° Convegno italiano sull’e-commerce a Desenzano del Garda, organizzato da Aicel e intitolato “L’errore dell’e-commerce”.
L’affluenza è stata buona e il pubblico era composto in buona parte da merchant, sintomo che si ha voglia di crescere ed imparare. Pensando che il nostro paese è fortemente indietro rispetto ad altri europei, è importante che si cerchi di aiutarsi e di colmare le lacune che spesso affliggono il mondo del commercio elettronico.
Il primo relatore è stato Luca de Nardo, amministratore di I-dome, il quale ha dato un primo sguardo generale all’argomento con una panoramica sul commercio elettronico italiano. Il Web sta cambiando e lo possiamo vedere tutti ogni giorno, ma ciò che è più importante è che sta cambiando perché è la società che cambia, sono quindi gli aspetti sociali, assieme a quelli di mercato a fare la differenza. oggi le persone e quindi i navigatori hanno voglia di esprimere se stessi, si vogliono sentire protagonisti oltre ad aver voglia di guardare (vedi reality show).
Non dimenticando il passato, l’euforia, la bolla di internet e il declino successivo, oggi siamo in una fase di ascesa di internet con una curva però che non si innalza come nelle scorsa fase euforica. In questo panorama l’e-commerce sta a poco a poco crescendo, anche se ancora molto occorre fare per portarsi ai livelli degli altri paesi europei (in Italia l’e-commerce è 1/6 rispetto all’ Inghielterra). Lo si può vedere soprattutto dall’incremento rispetto allo scorso anno (40%).
Subito dopo, Barbara Sgarzi, giornalista di riviste femminili quali Cosmopolitan, Donna Moderna e proprietaria del blog blimunda.net ed inoltre, come si definisce lei, “utente evoluta” di internet, ha portato la sua esperienza con le donne e soprattutto il sondaggio che ha condotto sul perché le donna facciano ancora fatica a comprare on-line. La grafica che non piace, la poca usabilità del sito, la mancanza di chiarezza, un CRM poco accurato, poca scelta nei tipi di pagamento, mancanza di dati e tutorial sulle transazioni on—line, nessun feedback e supporto post-vendita: questi sono alcuni dei motivi per cui solo l’1% dei visitatori acquista on-line. E’ importante soprattutto che i merchant si costruiscano una fiducia on-line, dando la possibilità di far esprimere ai loro clienti giudizi positivi, e monitorando il più possibile quelli negativi. In una parola ascoltando i visitatori, bacino di grandi risorse per il miglioramento del business on-line.
A seguire Andrea Boscaro di Pangora ha parlato di come poter sfruttare al meglio i comparatori di prezzo e quali siano le loro potenzialità. Ormai sorpassato il termine comparatori di prezzo si è passati ad una fase più evoluta, dove il navigatore non ha modo di comparare solo i prezzi, ma di interagire sentendosi in qualche modo protagonista in una fase delicata quanto appunto quella della scelta d’acquisto.
Ad aprire i lavori del pomeriggio è stato l’intervento dell’onorevole Chiara Moroni, la quale ha evidenziato la poca chiarezza del legislatore per ciò che riguarda le normative sulla tutela del consumatore on-line e anche sulla tutela dell’operatore del commercio elettronico. Ha quindi esortato Aicel a continuare a spronare il legislatore (che farà solo se pressato a dovere - sue parole), perché operi e attui delle riforme nel campo dell’e-commerce.
La parola è passata quindi a Barbara Bonaventura di Aicel che ha dato le basi per redigere un piano di marketing on-line. Sostanzialmente il suo intervento, al di là dei molti spunti teorici, ha cercato di far capire che fare business on-line non è così diverso da fare business off-line. Se si vuole vendere on-line, ci si deve comportare allo stesso modo di quando lo si pensi off-line, con le modifiche del caso. Assolutamente importante è non saltare una prima fase, come purtroppo avviene spesso, dedicata all’analisi del mercato, a quella della concorrenza, al business plan e a alla comunicazione.
Infine, Stefania Pizzocaro di Aicel ha parlato dei motori di ricerca. Alcuni consigli pratici per essere più visibili e “piacere”, come diceva lei, ai motori di ricerca. In sostanza ciò che si prefiggono i motori di ricerca è di dare un buon servizio ai navigatori, i siti devono piacere a questi ultimi, quindi facciamo siti per i navigatori e non per i motori.
A me è sembrato che più o meno tutti gli interventi abbiano avuto un unico comune denominatore, cioè osservare e ascoltare i navigatori, potenziali clienti, perché da essi è possibile imparare, capire, migliorare o continuare ciò che abbiamo intrapreso. Se non si fa ciò si rischia di soccombere così come hanno fatto la maggior parte degli e-commerce che dopo un anno sono falliti. Non lasciamo che sia solo un nostro competitor a farlo, perché come spesso veniva detto al convegno, il nostro concorrente è solo a “un click” da noi.
via MarketingRoutes
