Criptare un intero disco in maniera trasparente
Quando ho ricevuto il mio nuovo Pen Drive da 2GB, mi sono subito posto il problema della sicurezza dei dati, problema che in realtà avevo già affrontato in passato ma senza trovare una soluzione non invasiva, ovvero solo a costo di installare software dedicati difficilmente “portabili”.
Ora aumentando la quantità di dati “in pericolo” (2GB non sono affatto pochi) ed essendosi ridotte le dimensioni dell’oggetto (veramente minuscolo) che è così più facile smarrire, mi son detto: “prima di riempirlo è meglio metterlo al sicuro, non si sa mai!”.
Così ho trovato TrueCrypt, che mi è piaciuto subito: prima perché è leggero e poi perché funziona in maniera davvero trasparente. Anche senza installarlo sulla macchina ospite, infatti, viene riconosciuto abbastanza facilmente lanciando un’istanza del software di gestione e “montando” l’unità criptata come un normalissimo drive. In pratica inserendo il Pen Drive in una porta USB viene chiesto se si desidera montare il drive virtuale grazie all’autorun installabile sulla partizione “reale” del disco.
Chiaramente l’operazione vale anche per i normali hard disk e per qualunque altra periferica di storage: già, perché l’unità virtuale criptata in realtà è un unico file, facilmente spostabile dunque da un dispositivo all’altro.
Dimenticavo, TrueCrypt è completamente gratuito e open source…
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